Assistenza reale o business?

Locarni Gian CarloNella giornata odierna con il consigliere capogruppo al comune di Vercelli, Alessandro Stecco, nonostante il diniego della prefettura a recarsi presso il centro di prima accoglienza dei presunti profughi ubicato in un ex piscina comunale, Centro Nuoto, abbiamo deciso di interfacciarsi con suddetti presunti profughi. Ebbene abbiamo constatato come costoro vengano illusi di un eldorado che non c’è, gli stessi si sono resi disponibili a dare diverse informazioni dalle quali si evince che l’unica componete che da questa follia (immigrazione incontrollata) rimane quella legate alle varie coop assistenziali che ne traggono notevole beneficio economico. Non abbiamo nemmeno dovuto infrangere il diniego prefettizio dato che le risposte di questi ragazzi, usati come pacchi postali, a proposito di donne e bambini nemmeno l’ombra, sono state esaurienti. Molti di loro non fuggono da nessuna guerra dato che sono nativi di molti stati in cui la guerra non c’è ma sopratutto, complice la latitanza della giunta comunale, gli stessi sono abbandonati alla noia totale. Infatti si sono dimostrati volenterosi ma le azioni amministrative in essere non gli permettono alcunché. Ora come si può tentare di ascrivere questa situazione in un aiuto umanitario dato che risulta evidente il business diretto a scapito di costoro. Ricordo che le commissioni che devono giudicare il loro status operano con il numero di commissari non corretto, questo esercizio svolto non correttamente,per velocizzare l’iter,scopre il fianco ai ricorsi di coloro che vedono le loro domande respinte, portando gli stessi in un limbo temporale indefinito ma che per le coop assistenziali continua ad essere elemento concreto d’introito economico. Le moltitudini di esseri umani in grave difficoltà sono reali ma rimane utopistico e quanto meno criminale pensare di aiutarli fuori dal loro paese d’origine.

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