Il Piano Juncker è una truffa

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Il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker ha presentato il suo piano da “315 miliardi” il 26 novembre. Di fatto, non viene stanziato nemmeno un euro. Dei 21 miliardi che l’UE mette a disposizione, sedici vengono sottratti al capitolo investimenti del bilancio UE, e cinque provengono dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). I ventuno miliardi formeranno il capitale di una nuova istituzione, il Fondo Strategico Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI).

A parte il non secondario aspetto di quale sarà la sede del nuovo fondo (Lussemburgo?) il piano si basa sul pio desiderio che i capitali privati faranno la ressa per aggiungere il resto – 294 miliardi.

Il piano è talmente inconsistente che persino i media usualmente filo-EU hanno espresso grande disappunto.

In una conferenza il 26 novembre, il Commissario agli Affari Economici e Monetari dell’UE, Jyrki Katainen, ha confessato – seduto al fianco di Juncker e del Presidente della BEI Werner Hoyer – che il piano è stato congegnato alla City di Londra. Katainen ha riferito di aver “incontrato banchieri d’affari a Londra che mi hanno detto che c’è un sacco di liquidità in giro” in cerca di impieghi. Però, “hanno bisogno di sapere di più sui progetti” da finanziare. Un altro input nel piano proviene dal Long Term Investors Club, il cui recente meeting in Praga ha visto la partecipazione del Presidente della BEI.

Per questo motivo, il Piano Juncker fornirà una “projects pipeline” trasparente per gli investitori. In pratica, la BEI ha già fornito una lista di progetti tra i quali saranno scelti quelli da finanziare, “secondo criteri di merito” e non equamente distribuiti tra le nazioni membri. Queste possono contribuire extra fondi all’EFSI, che non saranno computati nel deficit. Tuttavia, quei fondi potrebbero essere usati esclusivamente per finanziare progetti in altre nazioni. Se un paese membro finanzia progetti col suo bilancio, quei fondi continueranno ad essere computati nel deficit!

Hoyer, ex politico liberale tedesco, ha rimarcato che i potenziali investimenti dovranno essere economicamente “sostenibili”. Ha spiegato che piccoli progetti in regioni altamente sviluppate saranno più attraenti per gli investitori privati, mentre “grandi progetti” o progetti “situati in aree remote” saranno contrassegnati da rischio più elevato e da minor convenienza.

Inoltre, Katainen ha sottolineato che l’EFSI punterà a ottenere e mantenere la tripla A, il che significa escludere automaticamente investimenti ad alto rischio. Secondo il Sueddeutsche Zeitung, però, il rimedio pianificato è quello di offrire garanzie governative agli investitori privati.

L’unica conclusione ragionevole che si può trarre dall’inesistente Piano Juncker è che la Commissione UE vuole che la situazione socio-economica in Europa esploda.

 

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