Referendum scozzese: ci sarà un Regno Disunito?

scozia_2

Mentre andiamo in macchina, i sondaggi danno solo due punti di distacco tra il Sì e il No al referendum sull’indipendenza della Scozia il 18 settembre.

Il Primo ministro scozzese, Alex Salmond, che presiede il Partito Nazionale Scozzese, ha scritto sul The Daily Record il 12 settembre di essere “più fiducioso che mai” sul fatto che la Scozia voterà Sì. “Nonostante gli sforzi di Westminister, abbiamo visto fiorire il senso di coscienza nazionale. È questa ripresa di coscienza nazionale che mi dice che l’indipendenza della Scozia vincerà”.

Il partito del No ha condotto una campagna esclusivamente negativa, con tutti, dal Premier Cameron ai leader laburisti e liberaldemocratici che dipingevano uno scenario apocalittico per la Scozia in caso di secessione. È stata adottata la stessa tattica dell’UE: “Non c’è alternativa all’Euro”. In altre parole, non c’è futuro al di fuori dell’attuale, disastrosa realtà.

Proprio quest’argomento attrae molti voti indecisi verso l’ottimismo espresso dalla campagna per il Sì. A differenza della Catatonia in Spagna, delle Fiandre in Belgio, della Baviera in Germania o del Veneto in Italia, la Scozia è tra le più povere regioni del Regno Unito e nonostante il fatto che essa sia il centro dell’industria del petrolio e del gas, essa non ha beneficiato di queste risorse, ma ha sofferto immensamente dalle politiche di deindustrializzazione degli ultimi quattro decenni. Gli elettori del Sì credono veramente che gli scozzesi possano creare un futuro migliore con le proprie mani.

A testimonianza di ciò, un sondaggista ha detto al Guardian: “Il tema si è ridotto semplicemente a se la gente pensa che starà meglio con l’indipendenza o rimanendo parte dell’Union. tutta l’incertezza e la sfiducia promosse dalla campagna Better Together, quell’immagine negativa del non sapere che cosa accadrà all’economia, tutto ciò è stato sostituito dall’ottimismo e dall’entusiasmo della campagna per il Sì”.

Se la Gran Bretagna diventa il Regno Disunito, una Disunione Europea seguirà ben presto.

 

Questa voce è stata pubblicata in Cultura Identitaria. Contrassegna il permalink.