Putin affronta il tema dell’identità nazionale al Club Valdai

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Il 19 settembre il presidente russo Vladimir Putin ha condotto un lungo dialogo con i partecipanti al Club Valdai, in cui ha sviluppato la sua idea del ruolo della Russia nel mondo odierno. Non hanno sorpreso i numerosi riferimenti al suo famoso discorso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco nel 2007, dove fece capire che la Russia non si sarebbe piegata ai dettami di un mondo imperial-liberista e allo smantellamento del diritto internazionale.

 

 

 

In un divertente scambio di battute, Putin ha segnalato di voler ricandidarsi alle elezioni presidenziali nel 2018. Per questo, le sue affermazioni vanno interpretate come una prospettiva politica per il prossimo decennio.

 

 

 

La Russia non tornerà né all’ideologia sovietica, né al “fondamentalismo conservatore” della Russia pre-1917, ma respingerà ogni “liberismo estremo di stile occidentale”, ha affermato.

 

 

 

L’identità nazionale russa è sotto l’assalto delle “pressioni oggettive che derivano dalla globalizzazione”, ma anche dal fatto che lo stato russo è crollato due volte nel ventesimo secolo, nel 1917 e nel 1991. Ciò ha inferto “un colpo devastante ai codici culturali e spirituali della nostra nazione; ci siamo trovati di fronte alla distruzione delle tradizioni e della storia, alla demoralizzazione della società e a una mancanza di fiducia e responsabilità”.

 

 

 

Dopo il 1991, “la mancanza di un’idea nazionale proveniente da un’identità nazionale ha avvantaggiato l’elemento quasi coloniale dell’elite, coloro determinati a lucrare e a distrarre i capitali, che non legavano il loro futuro a quello del paese, il posto dove guadagnavano i soldi”.

 

 

 

Hanno fatto molta impressione sui partecipanti le affermazioni di Putin sui valori tradizionali della Russia, il suo rifiuto del “politically correct” e la sua accusa all’occidente, che sta abbandonando i suoi precetti morali fondamentali. “Possiamo vedere quanti paesi euro-atlantici stiano rifiutando le proprie radici, compresi i valori cristiani che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi stanno ripudiando i principii morali e tutte le identità, nazionale, culturale, religiosa e persino sessuale. Senza i valori espressi dal Cristianesimo e da altre religioni, senza i criteri di moralità che si sono formati nei millenni, i popoli perderanno inevitabilmente la propria dignità. Noi consideriamo naturale e giusto il difendere questi valori. Dobbiamo rispettare ogni diritto delle minoranze a essere diverse, ma i diritti della maggioranza non possono essere messi in discussione”.

 

 

 

Putin ha sottolineato che la necessità di “nuove strategie per preservare la nostra identità in un mondo in rapido cambiamento. confronta virtualmente tutti i paesi”. Ogni nazione, ha detto, “deve possedere la forza economica, tecnologica e militare, ma tuttavia la cosa principale a determinare il successo è la qualità dei cittadini, la qualità della società: la loro forza intellettuale, spirituale e morale. Dopo tutto, alla fine la crescita economica, la prosperità e l’influenza geopolitica derivano tutte dalle condizioni della società. Esse dipendono da se i cittadini di un dato paese si considerano una nazione, in che misura si identificano con la propria storia, i propri valori e la propria tradizione, e se sono uniti da obiettivi e responsabilità comuni. In questo senso, per la Russia la questione di trovare e rafforzare l’identità nazionale è veramente fondamentale”.

 

 

 

 

 

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