Un Papa coraggioso!!

Mario Borghezio

Il Papa ha avuto il coraggio di denunciare le cause prime del diffuso malessere sociale imputabile ai superpoteri bancari dietro cui si nasconde chi tira le file di economia e finanza». Mario Borghezio ad Intelligonews condivide la denuncia del Papa contro la “globalizzazione dell’indifferenza” apprezzando la coerenza e il coraggio del messaggio del Pontefice. Conversa a tutto campo e invita alla ricostruzione di una nuova “Destra – modello Marine Le Pen”.

 

 

 

Condivide le polemiche di Cicchitto e Ferrara che hanno criticato l’intervento del Papa a Lampedusa?

 

«Non le condivido affatto, ritengo che ci sia una linea di continuità e di coerenza nel magistero di questo Papa. Mi piace molto quando ha il coraggio di denunciare le cause prime del diffuso malessere sociale imputabile ai superpoteri bancari dietro cui si nasconde chi tira le file dell’economia e della finanza; poteri ben sopra il livello della politica. La dura lezione morale del Papa non si può non condividere, la credibilità di questo intervento è data dalla coerenza di un insegnamento di un’autorità religiosa che impone in primis a se stesso e alla propria famiglia religiosa regole severe di vita combattendo i privilegi , avvicinandosi ai poveri e ai bisognosi.  Bisogna accettarne la lezione, non bisogna far finta di non comprendere. Il fattore ancora più importante e più significativo secondo me è che in tutta l’omelia non si trova traccia di quei termini tipo razzismo, xenofobia, ai quali i professionisti dell’assistenzialismo catto-comunista (più comunista e poco catto) alla Boldrini ci hanno abituato.  Dobbiamo dire basta alla loro falsa solidarietà e all’ipocrisia tipica di certi funzionari delle organizzazioni non governative, tipo Onu, Fao  ecc. che viaggiano in business class, gravando sui bilanci di queste organizzazioni diciamo solidaristiche».

 

 

 

Il successo della manifestazione di Milano, cui lei ha partecipato, organizzata da Destra Milano, ha evidenziato un dato significativo: c’è un’attenzione a un’area che non è rappresentata che va dai leghisti delusi ai destristi delusi, tutti cercano una nuova casa, come deve essere questa casa secondo lei?

 

«Il successo della manifestazione è nell’entusiasmo per la voglia di metterci in gioco, nella simpatica provocazione dello mio slogan  “e ora cominciamo a fare politica in birreria”, superando la vecchia impostazione da sede di partito, riscoprendo il senso di appartenenza ad una comunità che noi della vecchia scuola leghista abbiamo ben radicato. Anche i movimenti più vicini al territorio faticano a ritrovare questa dimensione che è anche comunitaria e di festa che non deve essere appesantita dal burocratismo idiota dei funzionari di partito che interpretano la vita politica “sub specie tesserarum”, con il chiodo fisso delle elezioni interne, della preparazione delle candidature, ecc. che in realtà non interessano a nessuno».

 

 

 

Lei incarna un leghismo di destra, quindi il nuovo partito di destra, visto che Berlusconi vuole tornare a Forza Italia, può passare attraverso lei?

 

«Io interpreto un modo di pensare che trova molte rispondenze anche nei valori della destra. Bisogna superare i nostri ristretti confini dei partiti di provenienza e riscoprire il senso di comunità che nel popolo di destra è rimasto molto forte e vivo, prezioso per la costruzione di quel tessuto comunitario nazional popolare, necessario per la salvezza di questo Paese alla deriva. Occorre attivare un concreto impegno nei confronti dei problemi della gente, non solo dichiarato, ma espresso nel modo concreto di fare politica: tutto il contrario di quello che stiamo vedendo nel panorama politico attuale».

 

 

 

Il modello di Marine Le Pen come può essere traghettato in Italia?

 

«Marine Le Pen rappresenta un esempio e un messaggio molto importante: identitario, patriottico e poi esprime la capacità di avvicinarsi alla gente e di farsi comprendere. Cosa che la maggior parte dei nostri dirigenti politici non è in grado di fare».

 

 

 

 

 

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