Funzionario del governo tedesco dà all’Euro cinque anni di vita

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Con la confisca dei depositi a Cipro, i governi dell’Eurozona hanno superato una linea rossa suscitando serie preoccupazioni tra coloro che finora erano stati leali verso l’Euro. Indicative di questa svolta sono le osservazioni fatte il 21 aprile al quotidiano tedesco Welt am Sonntag da Kai Konrad, capo dei consiglieri del Ministero del Tesoro tedesco. L’orientamento filo-austerità del governo tedesco e di quelli dell’UE, ha accusato, peggiorerà la situazione economica, aumentando il debito dello Stato, senza rendere più stabile l’Euro. Il sistema Euro non ha un futuro in ogni caso, ha dichiarato Konrad: “L’Europa è importante per me. Ma non lo è l’Euro. E dò all’Euro solo un tempo limitato di sopravvivenza, nella prospettiva a medio termine”. Alla domanda se cinque anni siano una prospettiva a medio termine, Konrad risponde: “E’ difficile definire i tempi, dipendono da molti fattori. Ma cinque anni mi sembra realistico”.

 

Konrad lascia aperta la questione se la Germania debba tornare al marco, questione sollevata apertamente dalla campagna del Movimento Solidarietà Tedesco (BüSo). C’è anche un nuovo partito, Alternativa per la Germania (AfD), la cui pretesa di essere “anti-euro” è ingannevole. Anche se sostiene di voler tornare al marco in un secondo momento, AfD favorisce un nuovo euro creato da Germania, Austria, Olanda e Finlandia, lasciando fuori i “cattivi” come l’Italia e la Francia. A quanto pare, l’AfD cercherà di sfruttare l’opposizione popolare all’Euro, che è molto forte, alle prossime elezioni, ma senza proporre una vera alternativa, che dovrebbe includere anche la separazione bancaria e un nuovo sistema creditizio.

 

La frode dell’AfD è stata rivelata dal presidente stesso del partito, Bernd Lucke, ad un incontro di economisti euroscettici il 9 aprile a Parigi. Qui ha dichiarato: “Non tutti i paesi dovrebbero tornare alla loro valuta originale, solo quelli che si sono comportati male. Gli altri potrebbero usare l’Euro come hanno fatto in passato”. L’industriale francese Michel Robatel, cofondatore dell’Istituto Pomona ed organizzatore della manifestazione, gli ha risposto: “Questo non è in linea con la nostra proposta. Siamo per il ritorno a tutte le valute nazionali con tutti i loro privilegi. L’unità valutaria europea dovrebbe essere solo un’unità di conto comune, la cui parità con le valute nazionali dovrebbe essere discussa sulla base di un accordo, così come la parità nei confronti del dollaro USA”.

 

 

 

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