PETIZIONE IN DIFESA DELLA LINGUA PIEMONTESE

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Premesso che il Piemontese:

 

 

 

  • è riconosciuto come lingua autonoma dai più grandi specialisti universitari nel campo della Romanistica (Einar Haugen, Helmut Lüdtke, Georg Bossong, Klaus Bochmann, Karl Gebhardt, Guiu Sobiela Caanitz, Gianrenzo P. Clivio e altri) per le caratteristiche tipologiche che lo staccano nettamente dalle altre parlate italiane (v. citazioni più sotto)
  • appartiene al ramo occidentale delle lingue romanze mentre l’italiano appartiene a quello orientale e pertanto non può in alcun modo può essere considerato un dialetto dell’italiano (v. La linea di Wartburg)
  • possiede una koinè compresa in tutto il territorio piemontofono e una grafia i cui principi risalgono al Medioevo e vengono normalizzati nella seconda metà del XVIII secolo (grammatica di Maurizio Pipino, Torino, 1783 e norme di Giuseppe Vernazza di Freney, 1784)
  • ha espresso una letteratura imponente per quantità e qualità che abbraccia tutti i generi, segnalandosi nel secolo appena trascorso per un’estesa produzione anche di prosa critica e scientifica. Il suo primo documento scritto pervenutoci (i Sermoni subalpini, 22 prediche di alto contenuto religioso risalenti al sec. XII) rivela l’uso di una lingua già completamente matura
  • è riconosciuto fin dal 1981 (Rapporto 4745 del Consiglio d’Europa) fra le lingue minoritarie europee ed è censito dall’UNESCO (Red book on endangered languages) tra le lingue meritevoli di tutela
  • è tuttora parlato come prima lingua da circa 2.500.000 persone nel solo Piemonte, da cui la sua enorme importanza culturale

 

Si chiede che il Parlamento europeo accerti in base a quali motivazioni Il parlamento italiano abbia escluso il Piemontese dal novero delle lingue minoritarie che, come il Friulano e il Sardo, sono tutelate dalla legge n. 482/99. Ciò malgrado numerosi e autorevoli rapporti scientifici dei più insigni linguisti internazionali.

 

E in particolare se la ragione di questa esclusione, esulando dal dato scientifico, sia di natura squisitamente politica: il timore di un risveglio identitario in una delle regioni più produttive e contribuenti dello Stato italiano.

 

 

 

Locarni Gian Carlo

 

Capogruppo Consiglio Provinciale Novara.

 

 

 

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